Intervista per Harlequin Mondadori Editore

Lo so, è vero: non è “nuova” come intervista, ma essendo nuovo il sito ritengo comunque interessante postare quella che è stata la mia prima intervista in questa fantastica avventura.  L’intervista è stata pubblicata in due articoli diversi, uno del 14 aprile e l’altro del 30 giugno, tuttavia io ve la pubblicherò per intero.

Buona lettura!

Terzo posto per Se quel giorno a New York… Scopriamo l’autrice.

Raccontaci qualcosa di te: di cosa ti occupi e quali sono i tuoi interessi?

Studio Fisica all’Università, le scienze sono una delle mie tante passioni e sono sempre alla ricerca di una risposta o di qualcosa di nuovo in grado di meravigliarmi. Per lo stesso motivo amo leggere e dal contemplare i “mondi degli altri” a crearne di propri, il passo è stato breve. Amo il cinema, i fumetti e sono una folle seguace del fantasy. Un’altra grande passione? Le motociclette. Guido da quando avevo 16 anni…

Che cosa ti piace leggere?

Leggo più o meno di tutto. Dai gialli, alle comedy divertenti della Kinsella. Prediligo il genere fantasy perché lascia campo libero all’immaginazione e permette di affrontare tematiche importanti con leggerezza. Per quanto riguarda i romanzi “d’amore”…diciamo che preferisco situazioni più realistiche rispetto alle favole.

Quando hai iniziato a scrivere? E qual è il genere che ti è più congeniale?

Scrivo da sempre. Ho iniziato perché le storie che creavo erano così complesse che per ricordare tutto avevo bisogno di scrivere. Immaginavo diversi scenari, dalla ricerca dell’Unico Anello, alla storia di una ragazza incontrata in un bar al ritorno da scuola. Dipende sempre da ciò che sto vivendo, dalle persone che incontro e, ovviamente, da ciò che voglio comunicare.

Cosa ti ha spinto a partecipare al concorso eLit Italian Talents?

Quando sono sotto pressione, ritrovo un po’ di pace e di equilibrio scrivendo. Quest’estate, durante la sessione d’esame, stavo leggendo un libro e sull’ultima pagina ho trovato la pubblicità del concorso. Da tempo pensavo di dedicarmi alla pubblicazione di una delle mie invenzioni e quella poteva essere l’occasione giusta, un primo tentativo per realizzare il mio sogno. Mai avrei creduto che ne sarebbe nato tutto questo.

Parlando della letteratura rosa, è un genere che frequenti abitualmente come lettrice? Come pensi sia percepito al giorno d’oggi?

È un genere che leggo abbastanza, soprattutto durante i periodi degli esami universitari, perché sono in grado di aiutarmi a sfogare l’ansia e a rilassarmi. Credo che il genere sia molto amato, ma pochi amino ammetterlo. Purtroppo viviamo in una società dove è preferibile mostrare di essere forti piuttosto che sensibili e inclini ai sentimenti.

Secondo te, quali sono gli elementi che rendono un romanzo rosa un “buon romanzo”?

Non deve essere banale e risultare verosimile per far immedesimare il lettore. A meno che non abbia un’ambientazione fantasy, allora la regola non vale… ma solo in questo caso! Infine, non amo le storie troppo melense, le trovo esagerate e illusorie. Ma questo è un gusto personale.

Dal punto di vista della scrittura, quali sono, secondo te, le maggiori difficoltà che si incontrano nella stesura di un romanzo in generale e di un rosa in particolare?

Il primo rischio è di scadere nel banale e in schemi reiterati, a scapito dell’originalità, seguito dalla volontà di immedesimarsi troppo con i personaggi. Si rischia di snaturarli, affidando loro idee e decisioni che sono più nostre che loro, perdendone completamente il controllo. Nel caso dei romanzi rosa, i rischi sono dati dai cliché o dalle situazioni esasperate. Il romanticismo piace, ma quando è troppo diventa pesante e, a volte, ridicolo.

Come costruisci la trama dei tuoi romanzi? Parti da una scaletta e poi la segui, per così dire, “in ordine cronologico” o ti lasci guidare dall’ispirazione del momento?

Solitamente parto dall’idea del momento, dalla quale nascono almeno un paio di capitoli, un incipit, scritti di getto. Poi butto giù una cronologia e due parole sui personaggi, in modo da non perdere le idee. A questo punto inizio la stesura, in cui aggiusto e modifico ciò che è l’idea di partenza, lasciando che la storia prenda vita dal momento.

Quando scrivi? C’è un momento preferito della giornata o qualche rituale che ti aiuta a concentrarti e a trovare l’ispirazione?

Non ho un momento preciso in cui scrivo, né un luogo. L’ispirazione nasce dal momento. Può essere una frase, una parola, un discorso, un luogo, una persona. L’unico “rituale” è la musica. Ci sono canzoni che diventano indispensabili per quel particolare romanzo.

Pensi che pubblicare un libro sia: un sogno che si realizza, un mestiere che si può imparare o il frutto di un talento innato?

Per me sicuramente è un sogno che si realizza. Ad ogni modo è tutte queste cose insieme: scrivere è arte, quindi implica il creare. Al di là della forma, deve esserci fantasia, originalità e inventiva. D’altra parte anche la Divina Commedia, se fosse stata scritta da un analfabeta, non avrebbe mai avuto il valore che effettivamente ha. Come ogni processo creativo è in parte talento, in parte duro lavoro.

Cosa pensi del digitale? L’avvento della tecnologia ha influenzato il tuo modo di leggere e di scrivere?

Da buona “scienziata” accolgo ogni parto della tecnologia con entusiasmo. Il libro resterà sempre il libro, e l’odore e le sensazione della carta stampata sono impareggiabili. Detto ciò, il piacere della lettura è prima di tutto una condizione mentale, quindi “il supporto non fa il libro”, diciamo così. In più, essendo una persona che viaggia molto è stata una vera e propria rivelazione!

Un’ultima domanda: stai già pensando ad altri lavori? Se sì, di cosa tratterà?

Al momento ho due progetti in cantiere. Il primo è un romanzo di ispirazione fantasy sul quale sto lavorando da quasi due anni, il secondo è un romanzo che tratta di una tematica che mi sta molto a cuore: le conseguenze sulle vittime di abusi e violenze.

Come è nata l’idea del tuo romanzo?

Era un periodo piuttosto intenso a causa degli esami universitari e avendo appena chiuso il contratto di affitto ero ospite da un amico. Spesso durante la giornata, soprattutto a pranzo o nel pomeriggio mi prendevo una pausa o semplicemente decidevo di andare a studiare in un piccolo locale molto bello lì vicino. I gestori erano davvero gentili e l’ambiente mi rilassava. In una di queste pause, fantasticando tra me e me come spesso mi capita, pensai “E se adesso da quella porta entrasse un uomo davvero affascinante?” e così è nata l’idea

Una volta terminato il romanzo, qual è stata la prima persona a cui lo hai fatto leggere?

Ho alcuni amici a cui sottopongo quasi tutti i miei scritti, alcuni solo nell’ultimo paio di anni, altri invece quasi fin da quando ho iniziato. Per questo romanzo, invece, le cose si sono svolte molto diversamente rispetto al solito. L’ho scritto davvero in pochissimo tempo e appena l’ho terminato l’ho subito sottoposto al contest. Nessun altro ha ancora letto il romanzo a parte la giuria di eLit Italians Talents!

Qual è secondo te il punto di forza del tuo romanzo?

È una storia più o meno verosimile, in cui ci si può facilmente immedesimare e che può effettivamente accadere. La protagonista è abbastanza distaccata dalla figura solita: non è una giovane che deve essere iniziata alla sensualità, che deve essere guidata, che si lascia affascinare dall’uomo ricco, di potere che le può cambiare la vita. Il rapporto è assolutam  ente alla pari, e non ha bisogno di qualcuno che la aiuti a scoprirsi, che la guidi. È perfettamente conscia di chi è e di che cosa vuole.

Per i personaggi e l’ambientazione a cosa ti sei ispirata?

Direi al pensiero del momento. L’ambientazione è quella in cui è nata l’idea di  partenza. I personaggi sono di pura  fantasia, ispirati da quelle caratteristiche che ho ritenuto apprezzabili e utili a rendere la storia più dinamica.

Dicci 3 buoni motivi per cui le nostre lettrici dovrebbero legg  erlo. 

La protagonista è adorabile ed è diversa da  quelle cui siamo abituate ultimamente. 
È divertente.
E (spero) piacevolmente originale.

Ecco i links alle interviste:

Intervista hm del 14 aprile

Intervista hm del 30 giugno

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